Immaginare il passato ed avvicinarlo alla realtà

Dopo la pubblicazione della Storia del ns socio Salvatore Savia ” La via dei Paesi arabi è passata per le Filippine ” ho ricevuto la telefonata del socio Massimo Bergonzi , figlio del Dott Bergonzi che , senza nessuna intenzione polemica ma per una ricostruzione precisa dei fatti mi ha riferito che nel racconto di Savia sono presenti alcune imprecisioni …i primi contatti con i Salesiani alla fine degli anni 70 furono intrapresi dal padre ( Flavio Bergonzi) ed in particolare mi ha raccontato che fu proprio lui Massimo in occasione di un incontro presso l’istituto dei Salesiani di Milano, che frequentava come studente, ad incontrare il rappresentante della missione Don Bosco delle Filippine in visita a Milano che in classe incontrando gli studenti aveva parlato delle iniziative dei missionari ed in particolare del centro Don Bosco di Manila dove i giovani trovavano non solo una casa sicura, assistenza nutrizionale e sanitaria, ma anche formazione professionale, sostegno sociale e spirituale  strappandoli dalla strada e dal contesto malavitoso . Tornando a casa aveva raccontato di questo incontro al padre che prendendo spunto dal racconto, visto che all’epoca ,come Direttore del Coordinamento Sirti, si occupava di reperire risorse per i cantieri estero e perdipiù era in procinto di partire per la Libia per l’apertura della Branch, contattò i Salesiani di Milano che lo misero in contatto con Don Giuseppe Zucchelli residente a Manila nel quartiere malfamato di Tondo e che successivamente incontrò . I fatti sono documentati dallo scambio epistolare che allego tra Don Zucchelli e Flavio Bergonzi recuperati da Massimo attraverso la madre nell’archivio dei ricordi custoditi ancora nella casa paterna.

Nella corrispondenza Don Zucchelli oltre a ricordare la ricerca del personale per Arabia e Libia cita i personaggi che incontrò …come Giordano Perni , Luigi Albertazzi e Luigi Rigoli

Fa riflettere una frase di Don Zucchelli che ,essendo stato esautorato, nel giugno del 1980 scrive a Bergonzi …” Mi è spiaciuto assai terminare così presto e bruscamente le mie relazioni con la SIRTI. Non me lo sarei immaginato. Ma durante la mia permanenza in Italia qualcuno ha soffiato troppo forte sul fuoco o perfino sotto le ceneri. Comunque “ai posteri l’ardua sentenza” diceva il dotto Manzoni.
Mi è costato moltissimo lasciare Tondo ed in una maniera forzata ed impostami. Come dissi all’ING. PERNI “l’invidia e la gelosia s’annidano pure sotto le grondaie dei Conventi”. Comunque, la verità avrà pure la sua parte prima o poi.

Frase che letta assieme a quella riportata nel racconto di Savia fa ipotizzare qualche motivazione …..ing. Savia, porti con sé un bilancio della SIRTI per far capire ai responsabili in loco che la nostra azienda è degna di fiducia”. Obbedii anche se qualcosa mi diceva che non era prudente e neppure necessario, perché già la SIRTI era nota alla Don Bosco. Questo errore ci costò qualche cosa in più, perché il direttore della Don Bosco locale lo lesse e mi disse: “ma allora la SIRTI è una società molto ricca; ne dobbiamo tenere conto nella redazione del contratto tra noi”

Ho rintracciato Don Giuseppe Zucchelli che attualmente ha 84 anni e vive a Brescia , ho parlato con lui a telefono, si ricorda perfettamente di quegli anni e delle persone che ha incontrato. Spero di riuscire ad avere da lui qualche riscontro per chiarire questa vicenda che ancora una volta dimostra che il denaro nelle scelte e negli indirizzi dei fatti svolge sempre un ruolo importante e decisivo.

Concludo con alcune considerazioni sulla memoria molto utili per quanto sopra descritto che giustifica in modo scientifico le dimenticanze e le imprecisioni presenti nel racconto di Savia . “” In sintesi, il cervello umano può immagazzinare una quantità sorprendente di informazioni, ma non sempre siamo in grado di ricordarle a causa di fattori come la codifica e decodifica delle informazioni, la distinzione tra memoria a breve termine e a lungo termine . Lo psicologo William James affermò: “Guai a noi se ricordassimo tutto quello che è penetrato nella nostra memoria: saremmo più confusi che se ci dimenticassimo di tutto”. La memoria, in generale, funziona in modo selettivo, non ricorda tutte le informazioni allo stesso modo. Certi ricordi, pertanto, possono essere immagazzinati molto intensamente nella mente ed essere ricordati alla perfezione, altri aspetti, invece, possono non essere memorizzati bene e dimenticati con facilità. Non possiamo ricordare tutto perché la memoria funziona come un processo selettivo, elaborando e memorizzando solo alcune informazioni, mentre altre vengono dimenticate o considerate meno importanti. Questo processo di selezione aiuta a tenere la mente efficiente, evitando il sovraccarico di informazioni inutili. “”

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