In ricordo dell’ing Francesco Canonico

L’ing ci ha lasciato e vorrei ricordarlo per una delle sue caratteristiche , la estrema discrezione , nel 1982 mi incrociò a Venezia dove ero andato con una mia amica a vedere la mostra di Guttuso ..io senza intenzione lo fotografai e non feci caso all’episodio , facevo foto in giro inquadrando calli e canali …io non lo vidi e lui non mi fermò , dopo molti anni in una pausa durante un incontro di lavoro mi ricordò l’episodio e con fare “sornione ” disse “ l’ho incrociata a Venezia molti anni fa ma vedendola in dolce compagnia non ho voluto disturbarla …” Andai allora a riprendere le vecchie diapositive e scoprii di averlo ripreso . Fai buon viaggio Francesco

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4 commenti su “In ricordo dell’ing Francesco Canonico”

  1. Ricordare l’ing. Francesco Canonico è come ripercorrere con la memoria gli ultimi 55 anni di vita. 1971 colloquio tecnico con lui dopo il via libera di Cigaina (personale), presentazione con lui all’ing. Bassi, suo diretto superiore, per raccomandargli la mia assunzione. Consiglio “amichevole” per poter passare la prova con l’ing. Gelfi dopo l’approvazione di Ignazio Bassi: si studi bene la legge di Hom “generalizzata” e la equazione dei “telegrafisti”. Ovviamente l’ing. Gelfi mi chiese tutt’altro e per ultimo infine mi chiese: lei andrebbe a lavorare in Arabia? Era chiaro che era la domanda da 100 milioni ed io non me la potevo far scappare. Dopo di chè passai tutta la gavetta alle dipendenze “indirette” di Francesco Canonico. Vivemmo insieme a lui e all’ing. Ernesto Rossi tutte le vicissitudini dei sistemi a 12 MHz a transistor FACE, SIEMENS e PHILIPS che cercavamo disperatamente di attivare sulla rete ASST. Vivemmo “indirettamente” i successi dell’ARABIA SAUDITA fino a che lui non andò come capo a Salerno. Ci ritrovammo al suo ritorno in Direzione Lavori L/VS quando prese il posto di Direttore Lavori. Continuammo a lavorare insieme fino al suo pensionamento Devo a lui se fui nominato al suo posto e di questo gliene sono sempre stato grato. Siamo sempre stati vicini e amici, ritengo, per tutto il tempo del suo pensionamento. Ha continuato dal 2000 a ieri a chiedersi perchè la Sirti di oggi fosse “diversa” e meno “performante” di quella di ieri. Non riuscivo a spiegargli che i tempi erano cambiati e che i nuovi Gestori non erano così “generosi” come ASST e SIP dei bei tempi andati. Ma non era sufficiente. Lui si ricordava i successi internazionali e domestici e non si capacitava dei nuovi tempi. Ha sempre partecipato con entusiasmo alle “rimpatriate” che regolarmente realizzavamo e ha accolto con favore l’idea della fondazione dell’Associazione Amici della Sirti. Va rimarcato che, perfino negli ultimimissimi tempi, nonostante la sua salute fosse divenuta cagionevole, ha rinnovato l’iscrizione di SOCIO SOSTENITORE. Siamo andati con gli amici più vicini a trovarlo a casa e sempre ci ha accolto con piacere e la sua prima domanda è sempre stata: come va la SIRTI?
    Perderlo è una perdita incommensurabile per chi come noi lo ha sempre apprezzato per la professionalità, la dedizione, la carica umana e la testimonianza diretta di come è diventata Grande la Sirti.
    Non lo dimenticheremo.

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