In ricordo di Maurizio Baldini

Voglio ricordarlo così , con due episodi che lo facevano arrabbiare quando gliene parlavo

Il primo episodio risale agli anni dell’università a Pavia , l’avevo conosciuto in un’ assemblea del Movimento Studentesco nella primavera del 1979 , lui frequentava , se la memoria non mi inganna, il 2° anno io il 3° . Parlando con lui durante l’occupazione della facoltà di ingegneria gli proposi di utilizzare da affiggere fuori dalla facolta , assieme allo striscione di “Facoltà Occupata , anche un manifesto ricavato da uno dei tanti manifesti del Maggio Francese che per noi rappresentava fonte di insegnamento e guida . L’idea mi era venuta sfogliando una rivista con pubblicati i manifesti del maggio, ero stato colpito da uno in particolare raffigurante un gregge di pecore e la scritta “Retour a la Normale “

Ne parlai con Maurizio che soggiornava nel Collegio Cairoli chiedendogli di verificare se in collegio ci fosse un tecnigrafo ed uno studente volenteroso per riprodurre il manifesto in formato A0 con la scritta ” Facoltà di Ingegneria Occupata – Non torneremo alla normalità “ io mi sarei occupato di fare le copie eliografiche e poi assieme le avremmo affisse in Facoltà , all’ingresso dell’Università e all’ingresso delle aule.

La stagione delle occupazioni terminò ed a fine marzo tornammo tutti a studiare in quanto il primo appello si avvicinava ed i collegiali come Baldini aspiravano ad anticipare i gli esami in preappello per farli tutti entro ottobre in modo da non perdere il collegio. Copia del manifesto l’ho conservata per anni perdendola però nell’ultimo trasloco da Pavia in Aprica

Baldini non mi restitui la rivista del maggio francese ed io me ne dimenticai …passarono un po di anni ed un giorno del 1977 lo ritrovai in Via Pirelli era rientrato per le ferie dall’Arabia , scoprii che lavoravamo nella stessa Società e mi venne in mente la rivista che mi disse di ricordare ,non sapeva che fine avesse fatto sicuramente scomparsa in collegio . In molte occasioni gli ho rifacciato questa perdita e lui sempre più infastidito mi rispondeva ” Tano ma Caz… ancora con questa storia quante volte devo dirti che non so che fine abbia fatto?” glielo ricordavo apposta perche sapevo che si irritava

Il secondo episodio è Fritz arrivo io : nel 1994 con l’acquisizione di WS Montage a Kleinwallstadt poi diventata di Sirti Gmbh , Grianti,allora responsabile della comunicazione, fece scrivere su Espansione, una importante rivista di economia dell’epoca, un articolo riguardante l’acquisizione , l’articolo si intitolava ” Fritz arrivo io “ ed in toni molto trionfalistici parlava dell’apporto che Sirti avrebbe dato alle TLC tedesche anche grazie alla progettazione assistita su PC ecc ecc . La rivista arrivò su tutte le scrivanie di noi dirigenti ma sicuramente anche su quella dei dirigenti di Siemens Telecomunicazioni di Cologno Monzese che molto probabilmente ne parlarono con i colleghi tedeschi . Sta di fatto che, da quel che mi raccontò poi Baldini, la cosa infastidi sia i tedeschi che Deutsche Telecom in quanto i toni erano molto border line e non positivi . A Grianti era sfuggita di mano la situazione come pure all’articolista che avevano sottovalutato la reazione dei tedeschi. Successivamente quando sentivo Baldini esordivo , per prenderlo in giro ” Ciao Baldo sono Fritz e sto arrivando “ la cosa lo infastidiva ed irritava anche perchè attribuiva a questo, e non solo, il fatto che i rapporti con Siemens Germania non furono mai ottimali con acquisizioni pari a zero e con DT che, in continuità con la societa acquisita di Kleinwallstadt, assegnasse a Sirti solo scavi per la predisposizione di buche in occasione di guasti per far intervenire sui cavi quelli che Maurizio definiva ” i postini ” . Tutte le volte che gli ricordavo questo articolo mi guadagnavo un Vaffa ……. ed è così che voglio ricordalo …..

Buon viaggio Maurizio e se ti incontreò nel mondo dei giusti , aspettati che ti parlerò della Rivista del Maggio Francese , magari ti sarai ricordato a chi l’hai data, e ti saluterò con Fritz arrivo io.

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