La Nostalgia – Uno stato d’animo che appartiene a chi ha un passato da ricordare

La nostalgia riguarda il passato che, come leggevo ultimamente, è l’unica realtà che conta in quanto il presente è mutabile e non ancora consolidato , mentre il futuro è un libro bianco tutto da scrivere. Come mi diceva qualche tempo fa Bruno Rondinella la nostalgia la prova chi ha un passato da ricordare .Questo è vero e ,non a caso, la nostalgia è uno dei pilastri della ns Associazione ,almeno per il sottoscritto che, come socio fondatore, ha dedicato giornate dell’estate 2021 per la scrittura dello Statuto, la Registrazione della Associazione presso l’Agenzia delle Entrate di Sondrio , visto che in agosto ero in vacanza in Valtellina , assistito “moralmente a distanza ” dagli altri tre soci fondatori . Ebbene oggi la nostalgia ha avuto una scossa leggendo un articolo del prof Andrea Zhok docente di Filosofia Morale alla Statale di Milano e ns ospite al Convegno del 2022 tenutosi nella medesima. Nell’articolo , che allego , si cita la Cina, come potenza mondiale, facendo considerazioni su cui sarebbe utile soffermarci

Da qui una serie di riflessioni e domande su come abbia fatto un Paese , la Cina , che negli anni 60 ,all’epoca del “Grande Balzo in Avanti” di Mao con la riforma agraria, era un paese agricolo ed arretrato , a diventare la Seconda Potenza Mondiale. A tale proposito vi invito a leggere il libro di un dissidente cinese ” I quattro Libri di Yan Lianke “ internato in un campo di lavoro in quegli anni ,per capire di cosa stiamo parlando e del livello di arretratezza.

Dopo la morte di Mao e la fine del governo della ” Banda dei Quattro ” come erano stati soprannominati i successori

Jiang Qing: Ex attrice e quarta moglie di Mao, leader indiscussa del gruppo (spesso chiamata “l’imperatrice rossa”).

Zhang Chunqiao: Teorico e propagandista, ideatore di campagne ideologiche.

Yao Wenyuan: Critico letterario e responsabile della censura culturale.

Wang Hongwen: Sindacalista, asceso rapidamente grazie al sostegno maoista.

furono avviate le quattro modernizzazioni ( Agricoltura, Industria, Difesa Nazionale, Scienza e Tecnologia) lanciate da Deng Xiaoping alla fine del 1978. Ma la crescita economica eccezionale nei decenni successivi non sarebbe stata possibile senza l’ottusità del capitalismo occidentale e quello che è successo dopo è riassumibile in una frase, premonitrice, attribuita a Lenin “L’ultimo capitalista che impiccheremo sarà quello che ci ha venduto la corda” . La realtà è sotto gli occhi di tutti , pensando di poter sfuttare una manodopera militarizzata ed a basso costo, gli occidentali sono sbarcati in Cina con fabbriche e tecnologie. ma questo alla fine si è ritorto contro , i Cinesi hanno acquistato, solo come esempio La Volvo , La Rover , La MG ,la IVECO ecc sono diventati i primi nelle TLC (ad es radio) con ZTE ( oltre 80.000 dipendenti nel mondo con 25.000 ingegneri ricercatori) scalzando Nokia ed Ericsson, sono ormai i primi nella produzione dei pannelli fotovoltaici e dell’automotive , le nostre strade sono piene di auto cinesi , gli stessi si stanno impadronendo di interi quartieri delle ns città . competono alla grande con AI .

Ho trovato il filmato fatto per la RAI da Ruggero Orlando nel 1980 in occasione di una visita ufficiale del Governo Italiano rappresentato da Bettino Craxi, in cui, in modo plastico, è mostrato lo stato di arretratezza del Paese. Sono passati solo quarantanni ed i progressi sono quelli fatti dalle società occidentali in centinaia di anni

https://www.teche.rai.it/2021/09/la-cina-dopo-mao-tse-tung/

Il progetto di utilizzare la Cina come la grande fabbrica a basso costo a livello mondiale è fallito ed a questo progetto anche l’Italia ha partecipato, delocalizzando attività a tutti i livelli, ( ricordo banalmente che anche per gli zainetti per gli installatori che, da responsabile delle Reti, feci fare nel 2004 , il fornitore si appoggiò ad una azienda cinese a Shenzen ), oppure ,come ricordavo in un post precedente, il caso della Italsider di Bagnoli smontata pezzo per pezzo e venduta ai Cinesi che sono diventati i maggiori produttori di laminati di acciaio al mondo con la China Baowu Steel Group.

Il resto è avvenuto con le privatizzazioni selvagge che hanno privato il Ns Paese ( negli anni 80 quinta potenza economica mondiale tra i paesi capitalisti, dietro a Stati Uniti, Giappone, Germania Ovest e Francia) delle Telecomunicazioni , dell’Industria Pesante , delle Manifatturiere , del settore Auto , del vettore Aereo e di tutto quello che aveva in pancia l’ente che è stato l’artefice del Boom Economico degli anni 60 ovvero l’IRI, grazie a squallidi affaristi a cui il Paese si era affidato e che ancora circolano proponendo ricette.

Tutto questo è successo esattamente come dice il protagonista di un film, suggeritomi anni fa da Bruno Rondinella, “E noi come stronzi rimanemmo a guardare film italiano del 2021 diretto da Pif con Fabio de Luigi, che se non l’avete visto vi invito a vedere.

Alcune di questi temi li commentavo nel 2006, vox clamantis in deserto, sul n° 4 di SirtiNews , tra l’indifferenza dei colleghi, as usually , senza commenti e qualche sorriso.

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