Lettera a Cesare Romiti ….era il 1990

Oggi voglio raccontarvi un altro episodio del passato , era l’autunno del 1990 e tornando in auto a Milano da Pavia , una domenica pomeriggio , la mia auto dell’epoca , una Fiat Tipo TDS , si blocco all’improvviso per la rottura del differenziale , difetto che a posteriori scoprii molto diffuso su questa vettura come denunciato sulla stampa specialistica. Feci portare, dal carro attrezzi , l’auto dal mio meccanico di fiducia che chiamò l’ispettore con la speranza di far riconoscere il guasto in garanzia che purtroppo formalmente era scaduta da diversi mesi . Chiamai il servizio clienti della Sucursale di Milano senza risultato …mi rivolsi al Servizio Consumatori ( si chiamava cosi ) della sede centrale di Torino parlando col dott Benedetti che mi assicurò il suo interessamento …non ricevendo risposta , memore degli insegnamenti ricevuti dal dott Bergonzi ( mi ripeteva spesso che per i reclami bisogna rivolgersi ai vertici …saltando la catena intermedia ) decisi di scrivere direttamente a Cesare Romiti ,AD della Fiat al tempo, inviando una raccomandata a/r

Ovviamente la lettera non arrivò neppure sulla scrivania di Romiti , la segreteria la rimbalzo sul tavolo di Benedetti che mi chiamò in ufficio sul numero fisso ( non c’erano ancora i cellulari per i comuni mortali) . Con tono molto dispiaciuto mi disse che non era il caso che interessassi l’alta direzione e che il caso poteva essere risolto in modo diretto e mi propose subito il rimborso dei materiali pari al 70% circa di quanto da me speso . La sorpresa fu tale che non mi venne neppure in mente di trattare e negoziare l’importo . Aggiunse ,mandi qualcuno di sua fiducia in Sucursale in Corso Sempione a ritirare l’assegno, non stia a scomodarsi ….. Chiesi a mio suocero di andare ed al ritorno mi raccontò di essere stato accolto molto gentilmente aggiungendo …..ma tu sei una persona importante ! No non ero importante! Avevo solo messo in atto un insegnamento di un capo carismatico…se vuole ottenere qualcosa deve rivolgerrsi alle persone che contano.

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