Grazie alle ricerche ed alla passione di Enrico Bergonzi ,nipote del “dott Bergonzi” è stato recuperato un libro molto interessante sulla presenza di Sirti in Etiopia negli anni della conquista . Di questa avventura non ci sono molte tracce, se non un accenno molto stringato nel libro ” La Storia delle Telecomunicazioni ” di Cantoni -Falciasecca -Pelosi del 2011 a pag 747 .

Interessante l’aver trovato nel libro recuperato da Enrico Bergonzi, il biglietto da visita dell‘ing Angelo Faè, AD all’epoca, e la citazione di Mussolini stampata nelle prime pagine.


La relazione di Enrico Bergonzi
Brevi cenni sulla Sirti in A.O.I.
Nei prossimi giorni verranno pubblicate :
1 ) Una pagina sconosciuta ed oscura “ le Leggi razziali hanno interessato anche la Sirti”
2) Un approfondimento sulla presenza Italiana in A.O.I.

molto molto interessante! grazie a Enrico Bergonzi per aver riportato alla luce questo pezzo di storia della nostra azienda che in verità credo nessuno ricordasse.
Ringrazio Enrico per il prezioso documento che aiuta a completare la storia della Sirti del secolo scorso. Pur nella “non nobile” impresa mussoliniana, Sirti ha svolto il suo compito istituzionale nell’AOI (Africa Orientale Italiana).
Vorrei ricordare ai nostri soci che è questo uno degli aspetti fondanti dell’Associazione: produrre documenti, testimonanze e racconti che dimostrino alle nuove generazioni quanto la Sirti ha fatto in cento anni di storia al servizio delle Telecomunicazioni..
FORZA RAGAZZI, datevi da fare!
Dovrò magari con l’aiuto di Enrico continuare ad approfondire , quello che lascia perplessi è l’assenza di questo periodo coloniale nella Storia della Sirti eppure con il librone fotografico delle “ Nostre Radici “ viene tracciata la storia dalla fondazione agli anni del dopoguerra , mancano cenni su Libia Albania ed Etiopia nonostante il consorzio F.IT.A.O.I. abbia lavorato proprio in questi due Paesi come descritto anche dal manifesto pubblicitario pubblicato in occasione della Mostra Triennale d’Oltremare di Napoli del 1940 ed allegato a questo articolo.
. Chissà se l’Ing Francesco Gelfi ideatore del volume ne fosse a conoscenza ed abbia voluto di proposito non parlarne una domanda senza risposta. Strano che siano state salvate foto dagli anni 20 in poi e non ci sia niente sul periodo coloniale con un buco documentale, magari approfondendo scopriremo qualcosa. Mai dire Mai!