anche se questo post continuerà ad essere una semplice e pura ” Vox clamantis in deserto ” voglio condividere con voi queste righe ricevute attraverso la news letter settimanale di life hacking (°) e crescita personale senza mistificazioni, Transumare
*alcune frasi sono al maschile, altre sono al femminile, per inclusività linguistica. Ma tutte vanno bene per tutti 🙂
Lascia emergere, e proteggi, le rispettive differenze. Non omologatevi, perché le differenze sono come i diamanti. Accetta la sua fissa per la creatina, l’incapacità di vestirci decentemente, la passione per i broccoli puzzolenti, la pallavolo, il calcio, le scommesse! Ma dai, ancora lì con le scommesse?!
Preoccupati dei drammi che sta attraversando. Anche solo una domanda: Tua mamma sta meglio? È snervante passare del tempo con persone che infarciscono le frasi con etti di io io io .
Non parlare male, a una tua amica, di altre amiche. Ma sii sincera quando ti senti ferita da una di loro. Meglio un po’ di acqua ossigenata su un graffio che un cancro sottopelle che continua a mangiarti dentro.
Studia la sua personalità in silenzio. Non facciamo interviste, ma prendiamo nota. Come tratta il cameriere, come pulisce casa, come reagisce alle sventure. Scegli sempre la gentilezza sull’arroganza. In fondo, si tratta della persona che potrebbe leggere la tua orazione funebre.
Quando siete distanti, prediligi la voce al testo. Nulla è più efficace della voce di qualcuno per diagnosticare la sua salute. Nella parola scritta sappiamo tutti essere felici senza conseguenze.
Non cercare una copia di te stesso. Cerca qualcuno che ti faccia gli sgambetti, che venga a vedere il tuo bluff. A volte gli amici si presentano con abiti che non indosseresti mai, però ti svoltano la serata con una voce rotta da troppe sigarette arrotolate male. A volte è quello con un taglio improbabile che ti invita al suo tavolo anche se si sta già divertendo, perché la felicità è una delle poche risorse che aumenta quando viene spezzettata.
Lasciati insultare al momento giusto. Ma quando la finirai di scassare il cazzo con quel coglione? Questi pantaloni ti stanno veramente di merda! Ma non è che stai lavorando un po’ troppo? Prendili e conservali come i gioielli della nonna. Lasciati cambiare dai rimproveri di chi non ha nessun vantaggio nel dirti la verità.
L’amicizia non ha bisogno del vestito buono della domenica. Né della tua carta di credito, o di dover piazzare la tua birkin sul tavolino come se fosse una tangente per comprare assenso. Meglio portarsi dietro uno zaino di pensieri ridicoli, un calzino bucato e sedersi su un divano che diventa refettorio. La vera tenerezza è inestetica, non ci sta bene su Instagram. Ecco perché è preziosa.
l’amica con una secchiata dei tuoi drammi. Non stai facendo una sessione con un life coach. L’amicizia è un dialogo, non un monologo teatrale.
Presto o tardi, ogni amico ti farà un torto. Più o meno grave. Impara a perdonare, ma anche a lasciare andare. Non devi trattenerli tutti; ci sono delusioni impossibili da dimenticare e, in questi casi, l’unica medicina è l’oblio.
Gli amici non sono “contatti”. Non fanno “parte del tuo network”, non devi liberare uno “slot” per loro, né scambiarti il biglietto da visita. L’amico è la persona che ti mette sotto l’acqua fredda quando la tua coscienza si addormenta, che ti prende la faccia tra le mani quando lo sguardo si è perso, che ti presta il suo sorriso quando il tuo è in analisi. L’amicizia è ripetizione, dolce e ostinata, è cura senza ROI.
Sii reperibile. Non skippare tre chiamate di fila. Fatti viva. Sei fatta di carne, mica di nebbia. La reperibilità è una porta aperta in una notte tempestosa. Rispondi all’appello.
Smetti di tenere il conto. Ho pagato il primo giro. L’altra volta ho guidato io. Ti ho fatto un regalo di Natale e tu no. Non si tratta di contabilità o di buste paga. Si tratta di inginocchiarsi insieme davanti all’altare dell’imprevisto, e magari accendere una candela, per dissipare le tenebre, per tenere le mani calde.
Chiedi un favore. Fai in modo che la relazione si stringa alla fiducia con un morsetto. Un passaggio per tua figlia, la cura delle piante durante le vacanze, le medicine in farmacia quando non riesci nemmeno a scendere dal letto. La disponibilità reciproca cementifica molto rapidamente della sabbia bianca di una vacanza patinata.
Porta doni stupidi e non richiesti. Un paio di calzini con i pesci, la pistola dei massaggi che non usi da una vita. Una cartolina consegnata a meno con un timbro disegnato da te. Sono gesti inutili che dicono: ho pensato a te quando non c’eri.
Fate dei pellegrinaggi apocrifi. Camminate fino al peggior miglior kebabbaro di periferia, parlate finché non vi sembra di aver finito il feed della vostra vita. Fate delle commissioni insieme, un trasloco, imparate insieme la geometria del far passare un divano nella tromba delle scale.
A un certo punto, lui ti porterà negli inferi. È la norma. Accompagnalo con la mano salda, fai luce con il tuo telefono al 5% di batteria, digli che andrà tutto bene. Non scappare se ci troverai mostri che non ti aspettavi, perché poi toccherà anche a te.
Alla fine resta il residuo fisso. Il sapore dei 4 bianchi del locale in cui avete avuto 20 anni per sempre, il segno lasciato dalla cerniera scucita della gonna che vi siete scambiate innumerevoli volte, il suo vecchio numero di telefono imparato a memoria, la strada per tornare a casa illuminata dai vostri canti sguaiati nelle notti di giugno. La memoria è ciò che l’amicizia ti regala nel tentativo di non farti essiccare mentre invecchi.
Quando finisce, e succede sempre che qualcuno esca dalla stanza per primo, non cercare sostituti. Le controfigure servono solo nei musical. Qualcosa di nuovo tornerà a farti visita, con qualche osceno travestimento di uno che sembra insopportabile. Fallo entrare, prepara un tè, dagli i biscotti aperti da due mesi e poi scusati per averlo fatto. È già un ottimo inizio.
PS (°) life hack (o life hacking ) è un qualsiasi trucco, scorciatoia, abilità o metodo innovativo che aumenta la produttività e l’efficienza in tutti gli ambiti della vita.
